Opinioni_Recensioni

 

.....leggete...leggete...leggete.....

 

 

Vezzano Ligure_SP ...venerdì 20 agosto 2010...ore 15.39...

 

Ispirandosi a Sogno di una Notte di Mezza Estate ( di W. Shakespeare ) e nuovamente ideata nel senso della recitazione e della scenografia, Anna Maria Girani ci sorprende ancora una volta con questa sua ultima direzione "…anime di SOGNO".

A partire dall'oggetto stesso della peripezia scenica: le SCALE che rappresentano per i più gli alberi del bosco fatato, ma sono invece i gradini che valgono il passaggio in cui l’umano può salire ma non più di tanto, perché l’OLTRE gli è precluso. Solo il sogno  può penetrare oltre le fronde invisibili dell’impalpabile e sono solo loro: il popolo delle fate e dei folletti che invisibili agli umani popolano i boschi di Atene e dall’alto si beano, ridono delle disgrazie dei mortali...solo loro possono vivere l’arcano...

Nella trama Mito, fiaba, quotidianità si intersecano continuamente e questo porta a riconoscere, all’interno dell’opera, suggestioni che rimandano a fonti classiche (ovidiane ed apuleiane), al patrimonio folkloristico tipico dell’Inghilterra (fate e folletti burloni ) sempre originalmente e genialmente contaminati e ricreati dalla fervida fantasia della regista che sapientemente ne ha curato l’adattamento.

La Girani è riuscita ad attingere sogni e diffondere sogni.

Molto particolare anche l’interpretazione dei costumi: anacronistici travestimenti, attraverso i quali la regia decide di ridisegnare l’allestimento.

Ed ecco il mondo di Oberon e Titania: FataFate e PuckElfi in un look/stile simile al dark, diventano un esercito ammaliante.

Lo scenario di Atene cambia: Teseo, Ippolita e gli amanti si palleggiano i loro dialoghi in un neutrale look molto coloniale...tutti immersi in un mondo visionario, con le sue ambivalenze che s’incontrano per confondersi.

Degni di nota i “mechanics”, gli artigiani di Bottom per la divertente capacità di sintesi del loro ruolo centrale nella commedia. Mentre in Italia nell’eterna visione populista vengono associati al popolo, per Shakespeare non è così...

loro sono borghesi, letterati che tentano di portare in scena un lavoro personale, parlano un folcloristico teatralese, ma sono personaggi candidi anche loro figli di  una finzione.

Sogno di una Notte di Mezza Estate _ …anime di SOGNO

è una commedia viva che fa volare lo spettatore in una nuvola di amore e magia…

è un mondo che solo “Quelli che il teatro…“ possono proporre…

Giuliano Angeletti (di Vezzano)     

-   Drammaturgo - Poeta      

 

 

Saronno_VA ...giovedì 05 agosto 2010...ore 21.39...

 

…pensieri sognanti…

...preparatevi a vivere un altro "Sogno".... i respiri del mondo magico che ci
accolgono all'inizio dello spettacolo entrano subito fra di noi, dentro di
noi... e ci lasciano subito sospesi..tra il percepire quel mondo "altro", fatto
di magie, luci, colori, sguardi ...e il mondo terreno, così vicino con le sue
emozioni, amori, battibecchi, smancerie d'amore..
in quella "linea sottile" tra il sogno e la veglia è bello continuare a
guardare...e farsi incantare da ognuno degli attori, così bravi a trasfigurarsi
che quasi ci spaventiamo, emozionati e stupiti dalla meravigliosa
trasformazione che produce il teatro in loro, ma anche in noi che guardiamo...


....il magico Puck, trucco meraviglioso che ci parla di piccoli inganni,
sotterfugi ed impiastri..di quanto può esser umana anche la magia...


...la Fata..insinuante, giocosa e curiosa...così leggera, sensuale e carica di
magia che sembra davvero volare...


...la regina Titania, una Luna argentea che evoca profumi di mistero e
femminilità nell'argenteo baluginare del mantello mosso dal vento, una marea
carica di suggestione...


....Oberon..la regalità del pavone e la divinità dell'arcobaleno nei suo
abiti...nel suo volto e nei movimenti tutta la potenza di un Re..ma anche la
goffaggine che a volte reca con sè il potere immenso, la noia di quei piccoli
uomini che osserva...così impotenti, così terreni...
 

anche noi li guardiamo...scendiamo dalle scale, è dura abbandonare questo
mondo di mezzo, così affascinante, così incantatore...


...e vediamo Lisandro, solo un uomo, ma carico di emozioni e sentimenti, solo
un  uomo, ma forte dell'Amore che prova.....appassionato, innamorato...
   ...e Demetrio, forse ancora più appassionato, come solo un innamorato non
corrisposto sa essere...
          entrambi con una donna nel cuore,
Ermia...solare e vitale, innamorata corrisposta....tutto l'opposto della
povera Elena, che ci fa ridere nonostante la sua tenacia, che ostinatamente
difende ciò che prova....


..ma ecco che la Magia inizia a giocare, cambia e confonde, muta e fa
sognare...ed è proprio nella Notte che mostra tutto il suo potere.. una notte
evocata così magicamente dalla morbidezza del sonno, dalla sensualità dei
movimenti, dalla lentezza dei sospiri...da questo contatto, attraverso il
Sogno, tra due mondi che si sfiorano... che bello e che sensazioni, gli Attori
sono tutti in scena, nel sonno si vive una dimensione corale, ma al tempo
stesso sentiamo che ognuno di loro ha un sogno differente... così come noi che
li seguiamo con lo sguardo... su per delle scale che non sappiamo dire dove
portino...


...ed al risveglio, c'è posto per una squadra di artigiani, bravissimi nel
farci sorridere, anche senza bisogno di parole...come attori dei film muti,
capaci di scherzare e far ridere con la gestualità, le espressioni...senza
vergogna, senza timori, sul palco non bisogna temere chi si è, tutti portiamo
la maschera di un ruolo...senza paura anche davanti ad un Re e ad una
Regina...
Teseo ed Ippolita...Reali sì, ma umani...carico di emozioni il monologo di
Ippolita, accanto ad un Teseo che si fa  coinvolgere.. ma che ci fa sentire
comunque che lui è un Re, al di sopra delle piccolezze umane...


..Quasi veniamo scossi dagli applausi, eravamo immersi in un mondo "altro".. 
ma stiamo applaudendo anche noi.. che bello vedere un teatro così, che bello
farsi portare via per un'ora da questi attori, da questa Regia, dalle Luci, dai
Costumi, dai Trucchi.... non  potevamo non spendere parole di elogio per ognuno
degli attori e per le sensazioni che hanno saputo evocare e questa breve
pagina è per loro...ma è anche per tutti coloro che hanno contribuito a creare,
con una maestria ed una professionalità davvero non solo"amatoriali", la Magia
e l'emozione del "bel teatro"...che  ancora oggi ci spinge a seguirvi, ammirati
per come siete cresciuti  ...continuate a stupirci così... e Grazie!

dott.ssa Laura Carassale  

-   Geriatra  

 

 

Genova ...lunedì 30 marzo 2009...ore 10.17...

 

Un sogno così reale da sembrare vero, oppure una realtà così surreale da sembrar e un sogno?

É questo il dubbio che lascia allo spettatore Anna Maria Rosa Girani al termine dello spettacolo _ Califfi…al bar del G. _ : un testo che anzitutto stupisce e convince per l’eccellente adattamento che, senza stravolgerne l’armonia, trasforma i brani, originariamente ideati per esaltare l’interpretazione solista di Dario Fo, in una straordinaria espressione corale.

Il paragone musicale non è casuale, perché lo spettatore ha davvero la netta e convincente percezione di un ensemble senza pause, un ensemble in cui il ritmo, il susseguirsi degli eventi e la capacità degli attori non conoscono soluzione di continuità.

Un turbinio di emozioni trasporta il pubblico sul palco assieme agli interpreti che interagiscono con rara efficacia con una recitazione a tuttotondo nella quale sono curati ed azzeccati anche i particolari apparentemente più insignificanti.

Ottima la scelta della scenografia che se da un lato accentua la sensazione surreale della narrazione, dall’altro impone degli elementi di costante ripetitività che scandiscono il susseguirsi degli eventi con chiarezza e precisione.

Il caleidoscopio di luci, elementi scenici e personaggi è affascinante, quasi ipnotico, nel crescendo narrativo che prosegue anche oltre il termine dello spettacolo lasciando una traccia indelebile ed un ricordo vivissimo.

Eccellente regia e perfetta recitazione: è questo il binomio di analisi critica dello spettacolo a cui l’inadeguatezza degli aggettivi non rende pienamente giustizia.

Un grazie davvero sincero

alla Compagnia Teatrale “Quelli che il teatro....”,

un grazie sentito ed ammirato. 

dott. Giunio Lavizzari Cuneo  

-   Co-Direttore del Teatro della GIOVENTU' di Genova

-   Attore _ Compagnia GENOVA SPETTACOLI di G. Barabino

-   Presidente Regione F.I.T.A. per la  Liguria

 

 

Savona ...lunedì 16 marzo 2009...ore 09.10...

 

...cara "Donna Regista"

...che straripante emozione è stata rivedere lo splendido lavoro che già conoscevo...

Donne...CONTRO resterà, a mio avviso, nella storia del teatro amatoriale italiano.

 

Anna Maria, quando ti dicevo che "questa è regia pura" intendevo dire qualcosa di un amatoriale elevato e di nobile, di commovente e pungente.

Questo regista che si chiama Girani riesce a dare una voce al pensiero e alle emozioni di tante realtà, palesi o latenti come, appunto, ha saputo coniugare e tradurre in "Donne…CONTRO". 

dott. Elmo Bazzano

-   F.I.T.A. Past President

-   Presidente Consulta della Cultura _ Regione Liguria

 

 

Cogoleto ...lunedì 15 settembre 2008...ore 15.10...

 

.....che spettacolo.....a CEPARANA !!!!!!!!

_ Califfi…al bar del G. _

 

Grazie all'invito dei nostri amici  Roberta ed Eraldo Vinciguerra,

coinvolti dal loro entusiasmo,

abbiamo potuto assistere al Vostro Spettacolo,

del quale abbiamo apprezzato la professionalità e l'estro della Regista che, nel riuscire ad amalgamare un Gruppo così  numeroso,

ci ha permesso di assaporare nella loro totalità la bravura degli attori e la complessità delle loro parti.
 

Tutto ciò ci ha regalato l'occasione di trascorrere una serata .....Meravigliosa !!!!!

Grazie di cuore e complimenti!!!!!!

  Anna & Marcello Lusana

 

 

Tivegna_SP ...martedì 26 agosto 2008...ore 17.01...

...dal "dentro" di...  

in noi...PAURA...di noi

a   NOTTENERA _ SERRA DE’ CONTI

 

Un bambino addormentato che respira.

Una donna che stende l’impasto, grano della terra pronto a ritornare in un ciclo continuo.

Corpi a formare un cerchio che ritorna.

SEMPRE.

Le sere di febbraio accovacciati sul pavimento freddo della scuola, La Sera pubblico – attori in un cerchio perfetto.

E lì capisci veramente che il teatro è una sorta di dipendenza dall’altro , un legame continuo.

FIDUCIA.

Fiducia nell’abbandonarsi per le vie del paese, di notte, al buio.

Fiducia nel credere nella gente, negli occhi della gente.

Fiducia nel dare la propria paura agli altri, nel farla volare via, aspettando che qualcuno la raccolga al di là della bolla.

E allora ti guardi attorno, ascolti i sussurri della sera, le voci dentro di te, e pensi... la paura è di chi non è parte di un cerchio di chi non ha la forza di vivere fino in fondo la sua angoscia … di smettere di fuggire e ascoltare.

Parlare ed ascoltare.

I cerchi azzurri che portano a casa.

Un passo alla volta.

   Elena ( piccola )

attrice _ compagnia Quelli che il teatro...

 

 

Vezzano Ligure_SP ...lunedì 28 luglio 2008...ore 20.54...

...carissimi…

ho seguito con molto piacere la commedia   _ Califfi…al bar del G. _   che Anna ha magistralmente diretto a Ceparana…

 …io, che senza infingimenti nella mia antipatia, sono abituato a parlare senza sotterfugi e meschinità…come sono molto critico verso i miei scritti, così lo sono anche verso gli altri…

·                                 di notevole effetto la scenografia con Vespe e la mitica 500 

·                                 impressionanti e creativi i mutamenti di scena, le gabbie e il treno…sulle orme del mitico insegnamento del “camaleonte”

·                                 noi, pubblico, siamo rimasti letteralmente “incollati” per quasi due ore e, non sempre accade

·                                 ottimi e molto preparati gli attori

·                                 un buon testo corposo, sviluppato con dinamicità e divertente vitalità

·                                 pochissimi i cali di attenzione

…con immensa stima…

  Giuliano Angeletti ( di Vezzano )   scrittore _ poeta

 

 

Carini_PA ...giovedì 3 luglio 2008...ore 12.49...

 

I giovani e il teatro,

il teatro dei giovani,

un teatro giovane, pieno di vita e di ritmo vitale.

E’ tutto questo quello che ci ha regalato la compagnia ligure “Quelli che il teatro...” la sera del 27 giugno a Balestrate.

“mutatis MUTANDIS” 

rappresenta la sintesi di diversi copioni sui quali hanno lavorato magistralmente attori e regista.

Durante tutto lo spettacolo c’è una forza vitale primordiale che si manifesta attraverso la voce, il canto, la musica, la danza e il corpo degli attori.

C’è poi la scena teatrale che, abbandonando spazio e tempo, dà vita ad una energia vitale di corpi e voci di attanti, connessi con la vita e con i suoi ritmi e capaci, quindi, di portarli in scena attraverso i loro personaggi e le loro storie.

Una vita che è anche robotizzata, automatizzata, priva di anima alla quale gli attori hanno saputo dare forma e ritmo gestuale in maniera lodevole.

Bravi gli attori e brava anche la regista che li ha saputi condurre verso un ritmo corale che è, come scrive Carlo Sini (L’incanto del ritmo, Tranchida, Milano 1993, p. 54)

“battere e levare, battere e levare, uno/due, uno/due”...il ritmo del nostro respiro, il ritmo del battito del nostro cuore, il ritmo sonno/veglia, il ritmo sazietà/fame, il ritmo del coito, il ritmo che nella vita intrauterina scandisce la prima figura del tempo.

E’ questo quello che vogliamo oggi dai giovani,  vederli esprimere attraverso il teatro o qualsiasi altra forma d’arte per abbandonare quel nichilismo che spesso pervade la gioventù moderna…

Grazie Anna Maria Girani, grazie ragazzi….

dott. prof.   Gaetano Scurria   _ attore

Associazione " il MATTO"   _   Città di Carini - PA

 

 

Balestrate_PA ...mercoledì 2 luglio 2008...ore 22.57...

...mi sono attenuta a fare una critica che prescindesse dalla simpatia umana che è scoccata tra noi perchè credo che un giudizio professionale possa renderVi ancora più merito...e approfitto per rinnovarti la mia stima ed il mio affetto.

 

Un gruppo eterogeneo portatore di spontaneità ed energia,

uno spettacolo variegato ma conciso che propone un piacevole composit di canti, danze e dialoghi,

che fa dell’ essenzialità il suo punto di forza, delle voci e dei corpi i veri protagonisti della scena.

Fisicità diverse eppure perfettamente integrate tra loro in un giusto equilibrio di coralità ed individualità.

     dott.ssa   Ivana Abbaleo   attrice _ regista

Associazione Culturale Ricreativa "Sac. Filippo Evola"   _   Balestrate - PA

 

 

Garlasco_PV ...martedì 3 giugno 2008...ore 10.31...

..ormai lo sanno tutti,

proprio TUTTI, che siete bravi...

...e a Garlasco lo avete dimostrato  ancora una volta....e spero proprio, visto il gran successo, che l'anno  prossimo possiate ritornare a calcare le scene del nostro piccolo teatro con un  nuovo spettacolo mozzafiato.... ...forse, però, tutti non sanno che, al di là della bravura, dell'impegno e  del piacere dei singoli nel portare avanti questo "hobby", il vostro grande  punto di forza e il vostro massimo - almeno per me - pregio è quello di essere  un gruppo di persone molto affiatate e unite da un'intesa che è difficile spezzare.
Nonostante negli anni siano entrate ed uscite tante persone diverse,  nonostante abbiate attraversato momenti di tensione, il vostro gruppo non  smette mai di essere un
unicum forte e indistruttibile... ...siete come tanti anelli di una catena che non si spezza nemmeno quando un  anello viene rimosso...ritrovate sempre il vostro equilibrio e la vostra  straripante energia...

beh, che dire....semplicemente bravissimi!!!!!...continuate a divertire, stupire e far riflettere come fate da tanti, tanti  anni!...besitos...

arch. Diletta Girani

 

 

Quarto_GE ...sabato 19 aprile 2008...ore 12.50...


....ciò che conta, avvicinandoci ad una rappresentazione teatrale è ciò che noi proviamo, e il piacere, la provocazione talvolta il pugno allo stomaco che vorresti evitare guardando altrove, perchè questo difficile testo [ "celestiale" CURA ], coraggiosamente portato in scena dalla tua, dalla vostra Compagnia, ci fa specchiare nell'anima e non sempre abbiamo il coraggio di incontrare noi stessi...
 

....l'arte del teatro ha bisogno di persone forti che ci facciano rivivere le situazioni della vita nella loro logica fuori dagli schemi, facendoci interrogare, capire che la ragione, da sola, non ci dà conto del mistero della vita...
 

....siete una Compagnia giovane, per questo, piena di coraggio, di entusiasmo e meritevole di grandi ed importanti successi...felici di averVi incontrati e conosciuti, ci auguriamo di avere altre occasioni di incontro...complimenti...

Roberta Buttini e Eraldo Vinciguerra  

+++ ASAT - Associazione Spettatori Anonimi del Teatro...

 

 

Savona ...venerdì 21 marzo 2008...ore 12.29

 

SHAKESPEARE visto “in controluce

Credo che anche William Shakespeare abbia, da lassù, applaudito lungamente lo spettacolo che la Compagnia “Quelli che il teatro…” ha portato in scena venerdì 7 marzo 2008 al Teatro della Gioventù di Genova. Con la commedia _ molto RUMORE per….??? _  il gruppo di Piana Battolla ha saputo  incantare la platea  dall’inizio alla fine della rappresentazione.

Puro divertimento, proposto attraverso una coinvolgente quanto contagiosa interpretazione di un cast molto giovane, ma già incredibilmente degno dei ruoli assegnati. Grande capacità  di allestimento di un mondo pieno di rumore e di furore, una maschera di grande vitalità, di sole, in uno scenario da sogno.

Anna Maria Rosa Girani, esperta interprete dei grandi classici teatrali, ha saputo molto giocare con le emozioni degli spettatori, coi sottintesi e le metafore del testo, attraverso una tecnica teatrale moderna, con un appropriato gioco di luci, col sapiente utilizzo dello spazio ma, soprattutto, con le perfette e puntuali controscene; il tutto sottolineato dalla particolare scelta di brani e arrangiamenti musicali plasmati dalla calda e personalissima voce di Paola (Franceschini).

Stilisticamente la regista  ha sfruttato con "maestria" le molteplici similitudini che accomunano le due coppie di innamorati: quella romantica di Claudio e Ero, ribaltata ad hoc su quella semi-comica di Benedetto e Beatrice. Corpi nudi, anime che bruciano, passioni che si infiammano. L’amore è altalenante. L'amicizia e l'odio si mischiano in un gioco dove i cuori si mettono a nudo, dove le parole si consumano. Seduzioni, intrighi, tradimenti si scontrano.

È il trionfo della mistificazione. La cosa sentita o vista fa legge.

Shakespeare da, nelle mani di Anna Maria Rosa,  il ritratto di una società allegra, egoista e superficiale. La regista fa parlare con umorismo di amore, di desiderio, di celibato, di libertà femminile.

Attraverso questa riduzione e adattamento, la regista non dà nessuno giudizio, ma pone delle domande per passare vivacemente dallo scherzo alla tragedia.

Danze, canzoni, maschere e combattimenti ritmano questa corrida innamorata.

dott. Elmo Bazzano

-   Presidente Regione F.I.T.A. per la  Liguria

-   Presidente Consulta della Cultura _ Regione Liguria

 

 

Lavacchio_MS ...martedì 29 gennaio 2008...ore 15.18...

E’ stata impresa ardua, per chi l’esperienza dell’Olocausto non l’ha vissuta. Considerando che i racconti dei tre monologhi di Brecht, Hott e Primo Levi erano interpretati da giovani attori.

Il pubblico presente, immerso nella profondità del messaggio interpretativo, con magnificenza e stupore, è riuscito ad entrare nella storia coinvolto nella scena del reale.  

Ottima la presentazione che apre alle tre storie, forse necessaria per dare aria e forza ai racconti successivi.

Scenografia, suoni e luci surreali e penetranti, quasi a sfiorare l’oltre, il dramma, l’emozione, il patos esperienziale dell’attimo presente.

Uso superlativo ed equilibrato del microfono con voce eco del “pensiero” quasi ad indicare, oltre alle parole, la continuità della ragione e del sentimento.

Ogni passaggio è stato fluido e sospeso con sincronismo e capacità nel trasmettere l’azione e la parola.

L’opera, essendo anche sofferente per il tema sviluppato, lascia al termine dell'interpretazione quel sospiro soffice di speranza del domani. E non risulta pesante per un pubblico non sempre attento a questi eventi storici drammatici.

Il messaggio del “non dimenticare”

del “non…staccare lo sguardo”

è un tema oggi attuale e importante.

 

Il luogo di una Chiesa resa "luogo" di preghiera e di linguaggio teatrale, ha favorito l’esecuzione dell’opera. E forse questo messaggio è importante per aprire gli uomini alla comunione del Dio Universale, Padre di tutte le genti.

La Chiesa deve recuperare il linguaggio antico della comunicazione visiva e parlata, ormai ordinariamente resa sterile da una esecuzione ripetitiva e statica.

 

Quest'opera deve essere conservata e sviluppata come opera annuale da presentare al pubblico sia per il tema, sia per l'interpretazione brillante dei suoi attori.

...il mio più vivo ringraziamento per questa riproposta storia della Shoah alla mia comunità e alla mia persona.

 don Giovanni Locatelli

-   parroco della comunita' "corte di lavacchio"

 

 

Montedivalli_MS ...mercoledì 29 novembre 2007...ore 11.46...

...a volte penso a voce alta

e questo mio pensiero lo voglio condividere con voi...

 

oltre il ponte...

lo vedi e cerchi di attraversarlo, ma sei li, ti giri e non vedi più nulla...

oltre il ponte...

la tua vita ti passa veloce come un flash, quella stessa vita che tu

dovevi ad altri e che non è più tua...

oltre il ponte...

qualcuno ti ha privato della cosa più bella da donare agli altri... vorresti

proseguire ma non hai più le gambe...

oltre il ponte...

non c'è più quel vigore di vita che avevi ma... solo il ricordo che saprai lasciare...

oltre il ponte...

Antonio Bonfigli

Direttore   Albergo-Ristorante "LA GREPPIA"

 

 

Milano ...giovedì 19 luglio 2007...ore 08.32...

 

...ritornando alla sera del 7 luglio, in quella bellissima piazza...

Lo spettacolo inizia prima dello spettacolo perchè ciò che è visibile fin dalle prime sensazioni è lo spirito di complicità e di collaborazione dei giovani attori che con disinvoltura si trasformano in manovali, elettricisti e vivandieri.

E' palese che stanno bene in questa "comunità" e che hanno compreso la lezione dell' unione che fa la forza.

Ritengo che il lavoro che Anna Maria Girani sta svolgendo con questi ragazzi abbia un valore che va molto al di là della qualità artistica, che pur si manifesta. Infatti l'iniziativa di questo gruppo teatrale offre una vera possibilità di crescita e di maturazione per i ragazzi che ne sono coinvolti.

Essi sviluppano  praticamente, e non con belle parole, il senso di responsabilità, la comprensione e la tolleranza verso i compagni, la capacità di parlare e di sfogarsi e la disciplina.

Anna Maria già, ottenendo questo, sta realizzando un'esperienza che ha un grande valore didattico e il suo metodo dovrebbe essere studiato e seguito da vari operatori che si occupano della gioventù.

 

Lo spettacolo inizia subito con un'aria di freschezza.

I giovani attori mettono la loro passione, e i piccoli segnali di emozione ed inesperienza danno più sapore alla loro recitazione e al loro impegno. Si vede che ci credono e prendono sul serio ciò che stanno facendo.

Davvero sono bravi, se teniamo conto che molti recitano da poco, che non è un mestiere, ma un interesse autentico che coltivano, strappando le ore durante la settimana ai loro impegni di studenti o lavoratori e agli altri divertimenti.

Sono ben amalgamati, hanno la percezione delle pause e dei ritmi e... sanno usare la voce.

Non sono un critico teatrale, ma uno psicologo, e non saprei che altro aggiungere sugli aspetti tecnici  che a mio avviso sono i meno importanti.

Anna Maria Girani è riuscita a creare una comunità che non solo insegna a recitare, ma soprattutto a vivere.

dott. Roberto Maria Sassone

-   Fondatore della SEOR ( Scuola Europea di Orgonoterapia )

-   Fondatore e Docente della SIAR ( Scuola Italiana di Analisi Reichiana )

 

 

Parma ...martedì 12 giugno 2007...ore 02.29...

 

“molto RUMORE per…???"...per una Compagnia speciale!

 

La passione fa davvero fare "grandi cose"... è questo quello che pensi dopo aver finito di guardare uno degli spettacoli della Compagnia "Quelli che il teatro...", sotto la guida della "appassionatissima" regista, Anna Maria Rosa Girani.

…e mi è successo di pensarlo anche stavolta, dopo aver visto ( ...sabato 9 giugno 2007 al Teatro Palmaria di La Spezia ) la bellissima e rinnovata versione del "molto RUMORE per…???" …anzi, "vedere", non è il termine giusto, il coinvolgimento è pluri-sensoriale…

...la scena iniziale del duello con le spade, introdotta dalla marcia al buio crea già una suggestione particolarmente intensa… il palco è tutto, non si è fuori ma si è subito "dentro" alla scena, rapiti da quella magia del "bel teatro" che fa saltare i pensieri dal palco alla realtà… già a partire dalla scenografia: materiali poveri che creano un giardino, sempre in movimento, sempre vivo… è la fisicità, sono i corpi che creano il palco, che decorano lo sfondo, che illuminano o adombrano la scena… e in questo gli attori, e la regista sono davvero insuperabili!!! Non è semplice mantenere questa continua danza vitale sul palco, senza correre il rischio di perdere in intensità di espressioni, senza abbandonare il filo sottile della storia… quest'ultima infatti avanza con leggerezza  e grazia fino alla fine, grazie al dolce ritmo che ogni volta introduce la canzone di Margherita… la splendida voce, che ci porta nelle atmosfere di un'operetta, ci fa sempre ritornare al cuore di tutta la storia… l'Amore! Amore in tutte le sue forme: eccolo, prima altero, orgoglioso, superbo...e poi malizioso, impertinente, appassionato, vivace, curioso, leggero e spensierato, cupo e tragico. Divertentissime le “pungentissime pizzicate" tra Beatrice e Benedetto… e di fortissima suggestione la danza con le torce, nel funerale, per la creduta triste sorte di Ero... anche li è il corpo che parla, i volti deformati dalla luce scarlatta delle torce gridano vendetta ed urlano l'angoscia di un amore perduto… e la regia non crea alcun muro tra i diversi stati, tra la leggerezza e la pesantezza… la danza continua, i corpi e la vita continuano a scorrere e, grazie anche alla bravura del tecnico luci, lo spettatore  viene portato per mano attraverso un percorso ben preciso, in cui nulla è casuale...

…anche gli abiti da boudoir e le maschere, non vogliono far capire un'epoca, ma solo crearne la suggestione, creare un'illusione, una visione... e lasciare così lo spettatore, al termine di tutto, con un'ispirazione.

E se queste ultime mie righe sono in rima, forse un caso non è… ripensare allo spettacolo riesce a donare ancora un po'di poesia anche a me…

E poi, se credete di andare a vedere un teatro di non professionisti, bèh, non dite che non vi avevo avvisato… e preparatevi a ricevere una sorpresa...

dott.ssa Laura Carassale

-   Geriatra

 

 

Piana Battolla_SP ...mercoledì 28 febbraio 2007...ore 09.25...

 

Il teatro è vita

L'Amore, l'intrigo, lo slancio festoso verso la vita.

Le componenti principali della commedia shakespeariana "Molto rumore per nulla" sono state mirabilmente amalgamate nella rilettura scenica ( molto RUMORE per...??? ) di Anna Maria Rosa Girani.

Assistendo al suo spettacolo è avvenuto quello che il filosofo Aristotele chiamava la catarsi delle passioni, la purificazione o meglio la presa di coscienza delle emozioni profonde che proviamo noi uomini.

Certo, Aristotele si riferiva in particolare al potere catartico della tragedia, ma chi può negare a una commedia la stessa valenza liberatoria? Il grande poeta Shakespeare conosceva profondamente l'animo umano e le sue varie sfaccettature. Sentimenti come l'amore, vissuto nel gioco del corteggiamento, sopraffatto temporaneamente dagli intrighi del male, ma alla fine vincitore su tutto, sono emozioni che ancora oggi non sono datate, ma estremamente attuali.

E la rappresentazione cui ho assistito venerdì sera (...23 febbraio 2007 al Teatro Impavidi di Sarzana - SP) mi ha fatto ridestare- e credo anche ad altri spettatori- il ricordo di esperienze proprie ed altrui in maniera delicata, ironica e divertente.

Inoltre la sapiente scelta delle musiche, la distribuzione armonica e quasi pittorica degli attori sul palco, le danze ispirate ad un carnevale dei sentimenti, la recitazione tra il serio e il faceto, tutto ciò ha contribuito a realizzare il sogno: il teatro diventa la vita. D'altronde, dov'è la differenza? Non siamo anche noi attori della nostra esistenza?

Forse lo pensava lo stesso Shakespeare e grazie, Anna Maria, di avercelo ricordato.

prof.ssa Laura Minnai

-   Docente Istituto Comprensivo "S. D'Acquisto" di Follo_Piana Battolla

 

 

Piana Battolla_SP ...giovedì 1 febbraio 2007...ore 16.33...

...compito del teatro e' di

ricreare la gente...

B. BrechT

 

E' facile essere dalla parte di chi soffre, quando la sofferenza è storia...è passata...

Ma quando la sofferenza invoca, ora, il tuo aiuto, sei disponibile, senza riserva, a mettere in gioco la tua vita e a rischiare la tua "amata" reputazione?

...ora, alzati...ALZATI e mettiti in gioco...partecipa al mio dolore...ORA!!!

Questo, per me, è stato il messaggio profondo, la forza anzi l'attrazione di "non STACCARE lo sguardo"

...non trovo parole più adatte, forse perchè le parole non servono, se ne sprecano già troppe nella vita.

Invece quegli attori scarni di parole e scenografie, ma carichi di sguardi e gesti mi hanno presa, scrollata e trascinata DENTRO al loro dolore.

Stelline (grandi e piccole) "bravisssssimi"

prof.ssa Rosa Lorenzini

-   Docente Istituto Comprensivo "S. D'Acquisto" di Follo_Piana Battolla

 

 

La Spezia ...martedì 30 gennaio 2007...ore 19.31...

Bisognava soltanto non esserci, sabato sera alla Struttura Polivalente di Pian di Follo, per "non STACCARE lo sguardo" dalla breve ma intensa elaborazione su tre monologhi, ispirata ai testi di B. Brecht, G. Hott e Primo Levi, per la regia di Anna Maria Rosa Girani.
 

Uno spettacolo sperimentale "forte", che ha visto come protagonista e senza saperlo, un pubblico eterogeneo e di ogni età; un pubblico attento che si è sentito parte integrante del proscenio.

Suggestivo e ricco di significati il movimento dei giovani attori tra le persone presenti, con il loro passo lento e silenzioso ma, allo stesso tempo, pesante come il macigno dei ricordi. 

Siamo agli albori del nazismo e tre, sono le donne che riescono ad incarnare un numero e basta. 

 
Non un nome, non un passato riusciranno ad uscire da quelle grida, ma un unico urlo troverà la forza di echeggiare sui quei volti senza nome: uomo, NON DIMENTICARE!!! 
 

A completare, un gioco di luci e di movimenti che hanno tenuto lo spettatore attento ad ogni sfumatura.

Non c'erano scenografie ridondanti, ma in questo contesto non servivano, serviva la presenza umana, degnamente rappresentata dagli attori della Compagnia "Quelli che il teatro..." di Piana Battolla.

dott. Francesco Sassone

-   Giornalista

 

 

Roma ...venerdì 26 gennaio 2007...ore 07.55...

 

...solo questa mattina sono riuscito a visitare il sito di "Quelli che il teatro..." e, se posso dire la mia , non solo mi è sembrato bello ma mi ha stupito per i contenuti.

La vostra io credo, la tua "concretezza del fare", traspare in tutte le pagine anche come giudizio nei confronti dei benpensanti, questo per provare sicuramente a stimolarli, forse non sempre si riesce, in quanto la gente oggi è come se fosse tutta miopi, però il bello che non lo sa.

La società ci fa con lo stampino, ci vuole omologati, cosi non ci nascono domande o curiosità e quindi cosi non mettiamo in difficoltà nessuno.


Credo che la strada educativa da te intrapresa sia la forza oggi per testimoniare a questi miopi che c'è un'alternativa...bell'argomento questo su cui, se vuoi, continueremo a discutere...
...e te ne lancio un'altro magari da trattare in un prossimo spettacolo...

_   Tutto mi sta a cuore: comunicare, cercare , capire......

Com.te   Cesario Milone

 

 

Follo_SP ...domenica 07 gennaio 2007...ore 10.31...

Il modo in cui lo spirito è unito al corpo

non può essere compreso dall'uomo,

e tuttavia in questa unione consiste l'uomo

Sant'Agostino (Le confessioni)

 

"celestiale" CURA: teatro scientifico?

L'esperienza ci accompagna all'interno di una corporea emozione che ci permette di posare lo sguardo sulla tridimensionalità del nostro vissuto psicopatologico.

Ce lo rende didatticamente comprensibile, derivabile, meno ansiogeno; placa da un lato la nostra continua sete di razionalità e dall'altro ci accompagna in un percorso di vitali e necessarie interazioni delle nostre più profonde istanze psichiche. E' l'oscillare continuo del nostro esserci tra i sé mutevoli del nostro schematico disordine. Di volta in volta, incessantemente, avanzano gli strumenti per il nostro vivere quotidiano, conquistano la ribalta, superano una divisione impalpabile ma visiva, continuamente espulsi nella coscienza, soli, delimitati, senza veli. E' la mente sociale che urla la presenza di sé. Ma è vitale dover ritornare nel profondo, portare frammenti di superficie da plasmare, ricolorare, fors'anche dilaniare, nella dimensione inconscia dove non si è più protagonisti, ma neanche più soli, fraternamente protetti.

Corporeità e pensiero, esterno ed interno, in un incessante vortice di intenti e comportamenti intrecciati alla matrice primordiale della follia, da cui traggono nuova linfa e a cui rimandano nuovo vigore. Malattia dinamica, apparentemente scoordinata, ma sempre sintonica e contestualizzata all'attualità del divenire.

Le sorelle, complesso e genetico disegno fenomenologico della processualità psichica, si affacciano, una dopo l'altra, all'atto invadendo e stuprando la fisicità tangibile della scienza dottorale e da questa, attraverso la silenziosa modulazione della ragione, breve ma energica, riconosciute alfine come proprio elemento strutturale.

dott. Nino Figura

-   Psichiatra

 

 

Savona ...mercoledì 27 dicembre 2006...ore 17.43...

SOTTO L’ALBERO DEL NATALE 2006 A GENOVA C’È STATO UN PACCO DONO SPECIALE DEDICATO A CHI AMA IL TEATRO: AL TEATRO DELLA GIOVENTÙ I RIFLETTORI SONO STATI PUNTATI SULLA COMPAGNIA “QUELLI CHE IL TEATRO...”  CHE HA OTTENUTO  L’OBIETTIVO DI NON SOVRAPPORSI A REALTÀ GIÀ ESISTENTI, MA DI PROPORRE UN LAVORO CHE RISPONDA ALLA DOMANDA DI CULTURA TEATRALE SEMPRE MENO SODDISFATTA.

CON “CELESTIALE CURA”, L’INTRIGANTE “COMMEDIA-DENUNCIA”  PORTATA IN SCENA CON SUCCESSO, HA VISTO ALTERNARSI SUL PALCOSCENICO, CINQUE ATTRICI, CINQUE “SORELLE” CHE HANNO SAPUTO, NON INTERPRETARE, MA RIVERSARE SUL PUBBLICO IN MODO ASSOLUTAMENTE PERSONALE NELLA FORMA E NELLA SOSTANZA, LE PIÙ INTENSE  E PROFONDE EMOZIONI.

CINQUE PERSONAGGI CHE HANNO TRASMESSO QUALCOSA DI ELEVATO, DI COMMOVENTE E AL TEMPO STESSO DI PUNGENTE, PER LA BRAVURA INTERPRETATIVA DI UN TEMA COMPLESSO E MOLTO DELICATO,

HANNO SAPUTO, INFATTI, CONIUGARE E TRADURRE STATI D’ANIMO DECISAMENTE PARTICOLARI, DANDO VOCE AL PENSIERO DELL’AUTORE ATTRAVERSO LA “MENTE TRASLATIVA” DELLA REGISTA.

UN TESTO ESTREMAMENTE ORIGINALE, CHE NON VIVE DELLA PERSONALITÀ DI UNA SOLA ATTRICE, BENSÌ DI CORALITÀ, COSTRUITO AD HOC DALLA BRAVA REGISTA ANNA MARIA ROSA GIRANI.

MOMENTI IMPALPABILI EPPURE DINAMICI, CHE ESPRIMONO, NELLA LORO DRAMMATICITÀ, IDEE, SOGNI, DESIDERI, PERCORSI CHE UNISCONO GLI ANIMI RENDENDOLI MOMENTANEAMENTE VINCENTI SUI PROBLEMI CHE QUOTIDIANAMENTE BUSSANO ALLA PORTA DI CERTI CONTESTI SOCIALI.

RAGAZZE DOTATE DI GRANDE SPIRITO INTERPRETATIVO, NATURALE MA, SOPRATTUTTO, UNA INDISCUSSA SPONTANEITÀ ATTRAVERSO LA QUALE SI CODIFICANO QUEGLI IMPULSI CHE DANNO FORZA AL PERSONAGGIO.

SE A TUTTO CIÒ SI ACCOSTANO LE ISTRIONICHE, INFALLIBILI NONCHÉ VULCANICHE CREATIVITA' DI ANNA MARIA E MARCO (IL TECNICO, SE COSI' LO SI VUOLE CHIAMARE), TUTTO IL LAVORO DIVENTA PERFETTO.

  dott. Elmo Bazzano

-   Presidente Regione F.I.T.A. per la  Liguria

-   Presidente Consulta della Cultura _ Regione Liguria

 

 

Genova ...domenica 24 dicembre 2006...ore 18.00 circa...

 

"celestiale" CURA

Cura celestiale, invece.

Cura per le nostre angosce quotidiane, cura per l'affanno e per la ricerca spasmodica ed impossibile del perchè, cura per la solitudine e per l'abbandono, cura per i rimorsi e per i rimpianti.

Un crescendo di voci, suoni e volti che si affievolisce poi in un finale per nulla scontato, intenso e prolungato oltre la durata stessa dello spettacolo.

Cura...quale e per chi? E' questo il messaggio che traspare evidente, un messaggio forte e delicato al contempo, forte nell'impatto emotivo, ma delicato nei sentimenti che suscita; un messaggio che supera il testo e sa accarezzare i più intimi pensieri, un messaggio che è espresso con vigore dal corpo oltrechè dalla voce.

La Compagnia Teatrale "Quelli che il teatro..." appare come un tutt'uno che scandisce il tempo come un metronomo, un coro in cui i solisti sono il contrappunto di un insieme di rara efficacia.

Sorprendente davvero l'affiatamento degli artisti, l'immanenza della loro presenza, del loro apparire e del loro essere tutti protagonisti: non un gesto, non un suono, non una parola sono casuali e l'interpretazione tanto viva da sembrare quasi irreale.

Va sottolineata anche l'accurata scenografia, le soluzioni tecniche e le musiche che completano un quadro bellissimo in cui una sapiente regia ritocca costantemente i particolari e lascia lo spettatore ammirato e stupefatto

dott. Giunio Lavizzari Cuneo  

-   Co-Direttore del Teatro della GIOVENTU' di Genova

                                                   -   Attore _ Compagnia GENOVA SPETTACOLI di G. Barabino

 

 

La Spezia ...sabato 5 agosto 2006...ore 18.16...

 

 

Da  qualche anno seguo una compagnia amatoriale di teatro di prosa formata da giovani organizzati, addestrati  e diretti da una professoressa   simpaticamente instancabile che credo sia, o sia stata, loro Insegnante alla Scuola Media.

Si sono dati un nome un po’ insolito e goliardico: “Quelli che il teatro...”,    un nome ben scelto e squillante, pieno di movimento, che ci resta in  mente come se fosse  il tema centrale di una qualche commedia spiritosa del  teatro leggero, una di quelle che spesso hanno in repertorio.  

Sono, come dicevo, un gruppo di ragazzi e ragazze che recitano per pura passione, generalmente (ma non sempre ) sotto le stelle, in estate, nella piazza di qualche paesino collinare, di cui ogni volta si scoprono bellezze inattese, o magari,   come l’anno scorso, presentano sulle antiche pietre del Teatro Romano di Luni  una scatenata “Lisistrata”, trattando Aristofane con brio e spigliatezza, come un vecchio amico.

Ma non si creda che  il  loro teatro sia sempre quello leggero e scherzoso della commedia degli equivoci, magari d’autore illustre come quel “Molto rumore per...???“ rappresentato quest’anno. Li ho visti impegnati anche in pezzi di recitazione a sfondo drammatico dove hanno saputo cavarsela con molta dignità interpretando  personaggi e vicende  non semplici,   frutto  evidente di   passione e molto studio oltre che di  una sapiente regia. Oppure li ho sentiti impegnarsi in monologhi tratti da antiche pagine della nostra letteratura, con ottima  dizione e molto sentimento. Insomma, per quanto amatori e molto giovani  sanno offrire spettacoli   assai  piacevoli ed apprezzabili.

Si muovono sul palcoscenico coralmente, molto affiatati  tra loro, e si sente l’impegno  a ricercare l’affermazione collettiva anche se, come è naturale, qualche individualità finisce con l’emergere.

Qualche volta affiorano spigolosità di recitazione, dovute più che altro ad inesperienza. Tuttavia, in genere, riescono a rendere viva l’azione scenica impiegando  giusto tono di voce e movimenti appropriati alla circostanza, conquistando l’attenzione del pubblico.                  

Il gruppo è composto da molti attori, ragazzi e ragazze, ed e’ evidente la gioia che dà loro il gioco di squadra che, tra l’altro, cosa non trascurabile ma, anzi, meritevole di molta considerazione, affronta per solidarietà e con   successo anche qualche problema umanamente non facile.

Ho sempre passato ore piacevoli vedendoli ed ascoltandoli e mi auguro che continuino sempre con lo spirito e la passione che li caratterizzano.  

Magari affrontando prove sempre più impegnative, perchè penso  che ne abbiano la capacità, pur se i problemi che la bravissima regista dovrà affrontare  non saranno da poco. Per esempio, la ricerca di testi dove tutti i giovanissimi attori possano essere impiegati, perchè è chiaro che tutti hanno una gran voglia di partecipare.     

Quest’anno  “Quelli che il teatro...”  sono invitati  ad un  festival  di compagnie amatoriali  che si terrà in provincia di Benevento a cavallo tra la fine di Luglio e l’inizio di Agosto. Il confronto con altri  gruppi, alcuni, credo, dialettali, e con  altri spettatori, sarà certamente formativo e non dubito che  troveranno gli apprezzamenti ed  i riconoscimenti che meritano.   

Arrivederci  alla  prossima fatica.

 

amm. Augusto Bartolucci

-   uno spettatore..."esperto"