...alle RECENSIONI

.....leggete...leggete...leggete.....

 

Quarto _ GE ...sabato 19 aprile 2008...ore 12.50


....ciò che conta, avvicinandoci ad una rappresentazione teatrale è ciò che noi proviamo, e il piacere, la provocazione talvolta il pugno allo stomaco che vorresti evitare guardando altrove, perchè questo difficile testo [ celestiale "CURA" ], coraggiosamente portato
in scena dalla tua, dalla vostra Compagnia, ci fa specchiare nell'anima e non sempre abbiamo il coraggio di incontrare noi stessi...
 

....l'arte del teatro ha bisogno di persone forti che ci facciano rivivere le situazioni della vita nella loro logica fuori dagli schemi, facendoci interrogare, capire che la ragione, da sola, non ci dà conto del mistero della vita...
 

....siete una Compagnia giovane, per questo, piena di coraggio, di entusiasmo e meritevole di grandi ed importanti successi...felici di averVi incontrati e conosciuti, ci auguriamo di avere altre occasioni di incontro...complimenti...
 

Roberta Buttini e Eraldo Vinciguerra  

+++ ASAT - Associazione Spettatori Anonimi del Teatro...

 

 

Savona...venerdì 21 marzo 2008...ore 12.29

 

SHAKESPEARE visto “in controluce

Credo che anche William Shakespeare abbia, da lassù, applaudito lungamente lo spettacolo che la Compagnia “Quelli che il teatro…” ha portato in scena venerdì 7 marzo 2008 al Teatro della Gioventù di Genova. Con la commedia _ molto RUMORE per….??? _  il gruppo di Piana Battolla ha saputo  incantare la platea  dall’inizio alla fine della rappresentazione.

Puro divertimento, proposto attraverso una coinvolgente quanto contagiosa interpretazione di un cast molto giovane, ma già incredibilmente degno dei ruoli assegnati. Grande capacità  di allestimento di un mondo pieno di rumore e di furore, una maschera di grande vitalità, di sole, in uno scenario da sogno.

Anna Maria Rosa Girani, esperta interprete dei grandi classici teatrali, ha saputo molto giocare con le emozioni degli spettatori, coi sottintesi e le metafore del testo, attraverso una tecnica teatrale moderna, con un appropriato gioco di luci, col sapiente utilizzo dello spazio ma, soprattutto, con le perfette e puntuali controscene; il tutto sottolineato dalla particolare scelta di brani e arrangiamenti musicali plasmati dalla calda e personalissima voce di Paola (Franceschini).

Stilisticamente la regista  ha sfruttato con "maestria" le molteplici similitudini che accomunano le due coppie di innamorati: quella romantica di Claudio e Ero, ribaltata ad hoc su quella semi-comica di Benedetto e Beatrice. Corpi nudi, anime che bruciano, passioni che si infiammano. L’amore è altalenante. L'amicizia e l'odio si mischiano in un gioco dove i cuori si mettono a nudo, dove le parole si consumano. Seduzioni, intrighi, tradimenti si scontrano.

È il trionfo della mistificazione. La cosa sentita o vista fa legge.

Shakespeare da, nelle mani di Anna Maria Rosa,  il ritratto di una società allegra, egoista e superficiale. La regista fa parlare con umorismo di amore, di desiderio, di celibato, di libertà femminile.

Attraverso questa riduzione e adattamento, la regista non dà nessuno giudizio, ma pone delle domande per passare vivacemente dallo scherzo alla tragedia.

Danze, canzoni, maschere e combattimenti ritmano questa corrida innamorata.

dott. Elmo Bazzano

-   Presidente Regione F.I.T.A. per la  Liguria

-   Presidente Consulta della Cultura _ Regione Liguria

 

 

Lavacchio (MS)...martedì 29 gennaio 2008...ore 15.18...

E’ stata impresa ardua, per chi l’esperienza dell’Olocausto non l’ha vissuta. Considerando che i racconti dei tre monologhi di Brecht, Hott e Primo Levi erano interpretati da giovani attori.

Il pubblico presente, immerso nella profondità del messaggio interpretativo, con magnificenza e stupore, è riuscito ad entrare nella storia coinvolto nella scena del reale.  

Ottima la presentazione che apre alle tre storie, forse necessaria per dare aria e forza ai racconti successivi.

Scenografia, suoni e luci surreali e penetranti, quasi a sfiorare l’oltre, il dramma, l’emozione, il patos esperienziale dell’attimo presente.

Uso superlativo ed equilibrato del microfono con voce eco del “pensiero” quasi ad indicare, oltre alle parole, la continuità della ragione e del sentimento.

Ogni passaggio è stato fluido e sospeso con sincronismo e capacità nel trasmettere l’azione e la parola.

L’opera, essendo anche sofferente per il tema sviluppato, lascia al termine dell'interpretazione quel sospiro soffice di speranza del domani. E non risulta pesante per un pubblico non sempre attento a questi eventi storici drammatici.

Il messaggio del “non dimenticare”

del “non…staccare lo sguardo”

è un tema oggi attuale e importante.

 

Il luogo di una Chiesa resa "luogo" di preghiera e di linguaggio teatrale, ha favorito l’esecuzione dell’opera. E forse questo messaggio è importante per aprire gli uomini alla comunione del Dio Universale, Padre di tutte le genti.

La Chiesa deve recuperare il linguaggio antico della comunicazione visiva e parlata, ormai ordinariamente resa sterile da una esecuzione ripetitiva e statica.

 

Quest'opera deve essere conservata e sviluppata come opera annuale da presentare al pubblico sia per il tema, sia per l'interpretazione brillante dei suoi attori.

...il mio più vivo ringraziamento per questa riproposta storia della Shoah alla mia comunità e alla mia persona.

 don Giovanni Locatelli

-   parroco della comunita' "corte di lavacchio"

 

 

Montedivalli...mercoledì 29 novembre 2007...ore 11.46...

...a volte penso a voce alta

e questo mio pensiero lo voglio condividere con voi...

 

oltre il ponte...

lo vedi e cerchi di attraversarlo, ma sei li ti giri e non vedi più nulla...

oltre il ponte...

si la tua vita ti passa veloce come un flash, quella stessa vita che tu

dovevi ad altri e che non è più tua...

oltre il ponte...

qualcuno ti ha privato della cosa più bella da donare agli altri... vorresti

proseguire ma non hai più le gambe...

oltre il ponte...

non c'è più quel vigore di vita che avevi ma... solo il ricordo che saprai lasciare...

oltre il ponte...

Antonio Bonfigli

 

 

Milano...giovedì 19 luglio 2007...ore 08.32...

 

...ritornando alla sera del 7 luglio, in quella bellissima piazza...

Lo spettacolo inizia prima dello spettacolo perchè ciò che è visibile fin dalle prime sensazioni è lo spirito di complicità e di collaborazione dei giovani attori che con disinvoltura si trasformano in manovali, elettricisti e vivandieri.

E' palese che stanno bene in questa "comunità" e che hanno compreso la lezione dell' unione che fa la forza.

Ritengo che il lavoro che Anna Maria Girani sta svolgendo con questi ragazzi abbia un valore che va molto al di là della qualità artistica, che pur si manifesta. Infatti l'iniziativa di questo gruppo teatrale offre una vera possibilità di crescita e di maturazione per i ragazzi che ne sono coinvolti.

Essi sviluppano  praticamente, e non con belle parole, il senso di responsabilità, la comprensione e la tolleranza verso i compagni, la capacità di parlare e di sfogarsi e la disciplina.

Anna Maria già, ottenendo questo, sta realizzando un'esperienza che ha un grande valore didattico e il suo metodo dovrebbe essere studiato e seguito da vari operatori che si occupano della gioventù.

 

Lo spettacolo inizia subito con un'aria di freschezza.

I giovani attori mettono la loro passione, e i piccoli segnali di emozione ed inesperienza danno più sapore alla loro recitazione e al loro impegno. Si vede che ci credono e prendono sul serio ciò che stanno facendo.

Davvero sono bravi, se teniamo conto che molti recitano da poco, che non è un mestiere, ma un interesse autentico che coltivano, strappando le ore durante la settimana ai loro impegni di studenti o lavoratori e agli altri divertimenti.

Sono ben amalgamati, hanno la percezione delle pause e dei ritmi e... sanno usare la voce.

Non sono un critico teatrale, ma uno psicologo, e non saprei che altro aggiungere sugli aspetti tecnici  che a mio avviso sono i meno importanti.

Anna Maria Girani è riuscita a creare una comunità che non solo insegna a recitare, ma soprattutto a vivere.

 

dott. Roberto Maria Sassone

-   Fondatore della SEOR ( Scuola Europea di Orgonoterapia )

-   Fondatore e Docente della SIAR ( Scuola Italiana di Analisi Reichiana )

 

 

Parma...martedì 12 giugno 2007...ore 02.29...

 

“molto RUMORE per…???"...per una Compagnia speciale!

 

La passione fa davvero fare "grandi cose"... è questo quello che pensi dopo aver finito di guardare uno degli spettacoli della Compagnia "Quelli che il teatro...", sotto la guida della "appassionatissima" regista, Anna Maria Rosa Girani.

…e mi è successo di pensarlo anche stavolta, dopo aver visto ( ...sabato 9 giugno 2007 al Teatro Palmaria di La Spezia ) la bellissima e rinnovata versione del "molto RUMORE per…???" …anzi, "vedere", non è il termine giusto, il coinvolgimento è pluri-sensoriale…

...la scena iniziale del duello con le spade, introdotta dalla marcia al buio crea già una suggestione particolarmente intensa… il palco è tutto, non si è fuori ma si è subito "dentro" alla scena, rapiti da quella magia del "bel teatro" che fa saltare i pensieri dal palco alla realtà… già a partire dalla scenografia: materiali poveri che creano un giardino, sempre in movimento, sempre vivo… è la fisicità, sono i corpi che creano il palco, che decorano lo sfondo, che illuminano o adombrano la scena… e in questo gli attori, e la regista sono davvero insuperabili!!! Non è semplice mantenere questa continua danza vitale sul palco, senza correre il rischio di perdere in intensità di espressioni, senza abbandonare il filo sottile della storia… quest'ultima infatti avanza con leggerezza  e grazia fino alla fine, grazie al dolce ritmo che ogni volta introduce la canzone di Margherita… la splendida voce, che ci porta nelle atmosfere di un'operetta, ci fa sempre ritornare al cuore di tutta la storia… l'Amore! Amore in tutte le sue forme: eccolo, prima altero, orgoglioso, superbo...e poi malizioso, impertinente, appassionato, vivace, curioso, leggero e spensierato, cupo e tragico. Divertentissime le “pungentissime pizzicate" tra Beatrice e Benedetto… e di fortissima suggestione la danza con le torce, nel funerale, per la creduta triste sorte di Ero... anche li è il corpo che parla, i volti deformati dalla luce scarlatta delle torce gridano vendetta ed urlano l'angoscia di un amore perduto… e la regia non crea alcun muro tra i diversi stati, tra la leggerezza e la pesantezza… la danza continua, i corpi e la vita continuano a scorrere e, grazie anche alla bravura del tecnico luci, lo spettatore  viene portato per mano attraverso un percorso ben preciso, in cui nulla è casuale...

…anche gli abiti da boudoir e le maschere, non vogliono far capire un'epoca, ma solo crearne la suggestione, creare un'illusione, una visione... e lasciare così lo spettatore, al termine di tutto, con un'ispirazione.

E se queste ultime mie righe sono in rima, forse un caso non è… ripensare allo spettacolo riesce a donare ancora un po'di poesia anche a me…

E poi, se credete di andare a vedere un teatro di non professionisti, bèh, non dite che non vi avevo avvisato… e preparatevi a ricevere una sorpresa...

 

dott.ssa Laura Carassale

-   Geriatra

 

 

Piana Battolla...mercoledì 28 febbraio 2007...ore 09.25...

 

Il teatro è vita

L'Amore, l'intrigo, lo slancio festoso verso la vita.

Le componenti principali della commedia shakespeariana "Molto rumore per nulla" sono state mirabilmente amalgamate nella rilettura scenica ( molto RUMORE per...??? ) di Anna Maria Rosa Girani.

Assistendo al suo spettacolo è avvenuto quello che il filosofo Aristotele chiamava la catarsi delle passioni, la purificazione o meglio la presa di coscienza delle emozioni profonde che proviamo noi uomini.

Certo, Aristotele si riferiva in particolare al potere catartico della tragedia, ma chi può negare a una commedia la stessa valenza liberatoria? Il grande poeta Shakespeare conosceva profondamente l'animo umano e le sue varie sfaccettature. Sentimenti come l'amore, vissuto nel gioco del corteggiamento, sopraffatto temporaneamente dagli intrighi del male, ma alla fine vincitore su tutto, sono emozioni che ancora oggi non sono datate, ma estremamente attuali.

E la rappresentazione cui ho assistito venerdì sera (...23 febbraio 2007 al Teatro Impavidi di Sarzana - SP) mi ha fatto ridestare- e credo anche ad altri spettatori- il ricordo di esperienze proprie ed altrui in maniera delicata, ironica e divertente.

Inoltre la sapiente scelta delle musiche, la distribuzione armonica e quasi pittorica degli attori sul palco, le danze ispirate ad un carnevale dei sentimenti, la recitazione tra il serio e il faceto, tutto ciò ha contribuito a realizzare il sogno: il teatro diventa la vita. D'altronde, dov'è la differenza? Non siamo anche noi attori della nostra esistenza?

Forse lo pensava lo stesso Shakespeare e grazie, Anna Maria, di avercelo ricordato.

 

prof.ssa Laura Minnai

-   Docente Istituto Comprensivo "S. D'Acquisto" di Follo_Piana Battolla

 

 

Piana Battolla...giovedì 1 febbraio 2007...ore 16.33...

...compito del teatro e' di

ricreare la gente...

B. BrechT

 

E' facile essere dalla parte di chi soffre, quando la sofferenza è storia...è passata...

Ma quando la sofferenza invoca, ora, il tuo aiuto, sei disponibile, senza riserva, a mettere in gioco la tua vita e a rischiare la tua "amata" reputazione?

...ora, alzati...ALZATI e mettiti in gioco...partecipa al mio dolore...ORA!!!

Questo, per me, è stato il messaggio profondo, la forza anzi l'attrazione di "non STACCARE lo sguardo"

...non trovo parole più adatte, forse perchè le parole non servono, se ne sprecano già troppe nella vita.

Invece quegli attori scarni di parole e scenografie, ma carichi di sguardi e gesti mi hanno presa, scrollata e trascinata DENTRO al loro dolore.

Stelline (grandi e piccole) "bravisssssimi"

prof.ssa Rosa Lorenzini

-   Docente Istituto Comprensivo "S. D'Acquisto" di Follo_Piana Battolla

 

 

La Spezia...martedì 30 gennaio 2007...ore 19.31...

Bisognava soltanto non esserci, sabato sera alla Struttura Polivalente di Pian di Follo, per "non STACCARE lo sguardo" dalla breve ma intensa elaborazione su tre monologhi, ispirata ai testi di B. Brecht, G. Hott e Primo Levi, per la regia di Anna Maria Rosa Girani.
 

Uno spettacolo sperimentale "forte", che ha visto come protagonista e senza saperlo, un pubblico eterogeneo e di ogni età; un pubblico attento che si è sentito parte integrante del proscenio.

Suggestivo e ricco di significati il movimento dei giovani attori tra le persone presenti, con il loro passo lento e silenzioso ma, allo stesso tempo, pesante come il macigno dei ricordi. 

Siamo agli albori del nazismo e tre, sono le donne che riescono ad incarnare un numero e basta. 

 
Non un nome, non un passato riusciranno ad uscire da quelle grida, ma un unico urlo troverà la forza di echeggiare sui quei volti senza nome: uomo, NON DIMENTICARE!!! 
 

A completare, un gioco di luci e di movimenti che hanno tenuto lo spettatore attento ad ogni sfumatura.

Non c'erano scenografie ridondanti, ma in questo contesto non servivano, serviva la presenza umana, degnamente rappresentata dagli attori della Compagnia "Quelli che il teatro..." di Piana Battolla.

                             

dott. Francesco Sassone

-   Giornalista

 

 

Roma...venerdì 26 gennaio 2007...ore 07.55...

 

...solo questa mattina sono riuscito a visitare il sito di "Quelli che il teatro..." e, se posso dire la mia , non solo mi è sembrato bello ma mi ha stupito per i contenuti.

La vostra io credo, la tua "concretezza del fare", traspare in tutte le pagine anche come giudizio nei confronti dei benpensanti, questo per provare sicuramente a stimolarli, forse non sempre si riesce, in quanto la gente oggi è come se fosse tutta miopi, però il bello che non lo sa.

La società ci fa con lo stampino, ci vuole omologati, cosi non ci nascono domande o curiosità e quindi cosi non mettiamo in difficoltà nessuno.


Credo che la strada educativa da te intrapresa sia la forza oggi per testimoniare a questi miopi che c'è un'alternativa...bell'argomento questo su cui, se vuoi, continueremo a discutere...
...e te ne lancio un'altro magari da trattare in un prossimo spettacolo...

_   Tutto mi sta a cuore: comunicare, cercare , capire......

Com.te   Cesario Milone

 

 

Follo...domenica 07 gennaio 2007...ore 10.31...

Il modo in cui lo spirito è unito al corpo

non può essere compreso dall'uomo,

e tuttavia in questa unione consiste l'uomo

Sant'Agostino (Le confessioni)

 

"celestiale" CURA: teatro scientifico?

L'esperienza ci accompagna all'interno di una corporea emozione che ci permette di posare lo sguardo sulla tridimensionalità del nostro vissuto psicopatologico.

Ce lo rende didatticamente comprensibile, derivabile, meno ansiogeno; placa da un lato la nostra continua sete di razionalità e dall'altro ci accompagna in un percorso di vitali e necessarie interazioni delle nostre più profonde istanze psichiche. E' l'oscillare continuo del nostro esserci tra i sé mutevoli del nostro schematico disordine. Di volta in volta, incessantemente, avanzano gli strumenti per il nostro vivere quotidiano, conquistano la ribalta, superano una divisione impalpabile ma visiva, continuamente espulsi nella coscienza, soli, delimitati, senza veli. E' la mente sociale che urla la presenza di sé. Ma è vitale dover ritornare nel profondo, portare frammenti di superficie da plasmare, ricolorare, fors'anche dilaniare, nella dimensione inconscia dove non si è più protagonisti, ma neanche più soli, fraternamente protetti.

Corporeità e pensiero, esterno ed interno, in un incessante vortice di intenti e comportamenti intrecciati alla matrice primordiale della follia, da cui traggono nuova linfa e a cui rimandano nuovo vigore. Malattia dinamica, apparentemente scoordinata, ma sempre sintonica e contestualizzata all'attualità del divenire.

Le sorelle, complesso e genetico disegno fenomenologico della processualità psichica, si affacciano, una dopo l'altra, all'atto invadendo e stuprando la fisicità tangibile della scienza dottorale e da questa, attraverso la silenziosa modulazione della ragione, breve ma energica, riconosciute alfine come proprio elemento strutturale.

 

dott. Nino Figura

-   Psichiatra

 

 

Savona...mercoledì 27 dicembre 2006...ore 17.43...

SOTTO L’ALBERO DEL NATALE 2006 A GENOVA C’È STATO UN PACCO DONO SPECIALE DEDICATO A CHI AMA IL TEATRO: AL TEATRO DELLA GIOVENTÙ I RIFLETTORI SONO STATI PUNTATI SULLA COMPAGNIA “QUELLI CHE IL TEATRO...”  CHE HA OTTENUTO  L’OBIETTIVO DI NON SOVRAPPORSI A REALTÀ GIÀ ESISTENTI, MA DI PROPORRE UN LAVORO CHE RISPONDA ALLA DOMANDA DI CULTURA TEATRALE SEMPRE MENO SODDISFATTA.

CON “CELESTIALE CURA”, L’INTRIGANTE “COMMEDIA-DENUNCIA”  PORTATA IN SCENA CON SUCCESSO, HA VISTO ALTERNARSI SUL PALCOSCENICO, CINQUE ATTRICI, CINQUE “SORELLE” CHE HANNO SAPUTO, NON INTERPRETARE, MA RIVERSARE SUL PUBBLICO IN MODO ASSOLUTAMENTE PERSONALE NELLA FORMA E NELLA SOSTANZA, LE PIÙ INTENSE  E PROFONDE EMOZIONI.

CINQUE PERSONAGGI CHE HANNO TRASMESSO QUALCOSA DI ELEVATO, DI COMMOVENTE E AL TEMPO STESSO DI PUNGENTE, PER LA BRAVURA INTERPRETATIVA DI UN TEMA COMPLESSO E MOLTO DELICATO,

HANNO SAPUTO, INFATTI, CONIUGARE E TRADURRE STATI D’ANIMO DECISAMENTE PARTICOLARI, DANDO VOCE AL PENSIERO DELL’AUTORE ATTRAVERSO LA “MENTE TRASLATIVA” DELLA REGISTA.

UN TESTO ESTREMAMENTE ORIGINALE, CHE NON VIVE DELLA PERSONALITÀ DI UNA SOLA ATTRICE, BENSÌ DI CORALITÀ, COSTRUITO AD HOC DALLA BRAVA REGISTA ANNA MARIA ROSA GIRANI.

MOMENTI IMPALPABILI EPPURE DINAMICI, CHE ESPRIMONO, NELLA LORO DRAMMATICITÀ, IDEE, SOGNI, DESIDERI, PERCORSI CHE UNISCONO GLI ANIMI RENDENDOLI MOMENTANEAMENTE VINCENTI SUI PROBLEMI CHE QUOTIDIANAMENTE BUSSANO ALLA PORTA DI CERTI CONTESTI SOCIALI.

RAGAZZE DOTATE DI GRANDE SPIRITO INTERPRETATIVO, NATURALE MA, SOPRATTUTTO, UNA INDISCUSSA SPONTANEITÀ ATTRAVERSO LA QUALE SI CODIFICANO QUEGLI IMPULSI CHE DANNO FORZA AL PERSONAGGIO.

SE A TUTTO CIÒ SI ACCOSTANO LE ISTRIONICHE, INFALLIBILI NONCHÉ VULCANICHE CREATIVITA' DI ANNA MARIA E MARCO (IL TECNICO, SE COSI' LO SI VUOLE CHIAMARE), TUTTO IL LAVORO DIVENTA PERFETTO.

  dott. Elmo Bazzano

-   Presidente Regione F.I.T.A. per la  Liguria

-   Presidente Consulta della Cultura _ Regione Liguria

 

 

 

Genova...domenica 24 dicembre 2006...ore 18.00 circa...

 

"celestiale" CURA

Cura celestiale, invece.

Cura per le nostre angosce quotidiane, cura per l'affanno e per la ricerca spasmodica ed impossibile del perchè, cura per la solitudine e per l'abbandono, cura per i rimorsi e per i rimpianti.

Un crescendo di voci, suoni e volti che si affievolisce poi in un finale per nulla scontato, intenso e prolungato oltre la durata stessa dello spettacolo.

Cura...quale e per chi? E' questo il messaggio che traspare evidente, un messaggio forte e delicato al contempo, forte nell'impatto emotivo, ma delicato nei sentimenti che suscita; un messaggio che supera il testo e sa accarezzare i più intimi pensieri, un messaggio che è espresso con vigore dal corpo oltrechè dalla voce.

La Compagnia Teatrale "Quelli che il teatro..." appare come un tutt'uno che scandisce il tempo come un metronomo, un coro in cui i solisti sono il contrappunto di un insieme di rara efficacia.

Sorprendente davvero l'affiatamento degli artisti, l'immanenza della loro presenza, del loro apparire e del loro essere tutti protagonisti: non un gesto, non un suono, non una parola sono casuali e l'interpretazione tanto viva da sembrare quasi irreale.

Va sottolineata anche l'accurata scenografia, le soluzioni tecniche e le musiche che completano un quadro bellissimo in cui una sapiente regia ritocca costantemente i particolari e lascia lo spettatore ammirato e stupefatto

dott. Giunio Lavizzari Cuneo  

-   Co-Direttore del Teatro della GIOVENTU' di Genova

                                                   -   Attore _ Compagnia GENOVA SPETTACOLI di G. Barabino

 

 

La Spezia...sabato 5 agosto 2006...ore 18.16...

 

 

Da  qualche anno seguo una compagnia amatoriale di teatro di prosa formata da giovani organizzati, addestrati  e diretti da una professoressa   simpaticamente instancabile che credo sia, o sia stata, loro Insegnante alla Scuola Media.

Si sono dati un nome un po’ insolito e goliardico: “Quelli che il teatro...”,    un nome ben scelto e squillante, pieno di movimento, che ci resta in  mente come se fosse  il tema centrale di una qualche commedia spiritosa del  teatro leggero, una di quelle che spesso hanno in repertorio.  

Sono, come dicevo, un gruppo di ragazzi e ragazze che recitano per pura passione, generalmente (ma non sempre ) sotto le stelle, in estate, nella piazza di qualche paesino collinare, di cui ogni volta si scoprono bellezze inattese, o magari,   come l’anno scorso, presentano sulle antiche pietre del Teatro Romano di Luni  una scatenata “Lisistrata”, trattando Aristofane con brio e spigliatezza, come un vecchio amico.

Ma non si creda che  il  loro teatro sia sempre quello leggero e scherzoso della commedia degli equivoci, magari d’autore illustre come quel “Molto rumore per...???“ rappresentato quest’anno. Li ho visti impegnati anche in pezzi di recitazione a sfondo drammatico dove hanno saputo cavarsela con molta dignità interpretando  personaggi e vicende  non semplici,   frutto  evidente di   passione e molto studio oltre che di  una sapiente regia. Oppure li ho sentiti impegnarsi in monologhi tratti da antiche pagine della nostra letteratura, con ottima  dizione e molto sentimento. Insomma, per quanto amatori e molto giovani  sanno offrire spettacoli   assai  piacevoli ed apprezzabili.

Si muovono sul palcoscenico coralmente, molto affiatati  tra loro, e si sente l’impegno  a ricercare l’affermazione collettiva anche se, come è naturale, qualche individualità finisce con l’emergere.

Qualche volta affiorano spigolosità di recitazione, dovute più che altro ad inesperienza. Tuttavia, in genere, riescono a rendere viva l’azione scenica impiegando  giusto tono di voce e movimenti appropriati alla circostanza, conquistando l’attenzione del pubblico.                  

Il gruppo è composto da molti attori, ragazzi e ragazze, ed e’ evidente la gioia che dà loro il gioco di squadra che, tra l’altro, cosa non trascurabile ma, anzi, meritevole di molta considerazione, affronta per solidarietà e con   successo anche qualche problema umanamente non facile.

Ho sempre passato ore piacevoli vedendoli ed ascoltandoli e mi auguro che continuino sempre con lo spirito e la passione che li caratterizzano.  

Magari affrontando prove sempre più impegnative, perchè penso  che ne abbiano la capacità, pur se i problemi che la bravissima regista dovrà affrontare  non saranno da poco. Per esempio, la ricerca di testi dove tutti i giovanissimi attori possano essere impiegati, perchè è chiaro che tutti hanno una gran voglia di partecipare.     

Quest’anno  “Quelli che il teatro...”  sono invitati  ad un  festival  di compagnie amatoriali  che si terrà in provincia di Benevento a cavallo tra la fine di Luglio e l’inizio di Agosto. Il confronto con altri  gruppi, alcuni, credo, dialettali, e con  altri spettatori, sarà certamente formativo e non dubito che  troveranno gli apprezzamenti ed  i riconoscimenti che meritano.   

Arrivederci  alla  prossima fatica.

 

amm. Augusto Bartolucci

-   uno spettatore..."esperto"