_ 23 giugno 2016 _

Dal 20 maggio ad oggi è trascorso circa un mese, ma ritornando con la memoria a quella mattinata nel Teatro “Don Flecchia” all’interno del complesso Lanzo/Incontra subito rientro in quell’atmosfera e mi risuonano nella mente le parole della prof.ssa Girani che racconta l’incipit del Laboratorio “AL …tEAtrO” ovvero l’emozione della paura che serpeggia negli adolescenti e provoca il desiderio di fuggire dalle situazioni anziché affrontarle. E progressivamente si scopre che quella paura altro non è se non la paura della diversità, del ritrovarsi “differenti” l’uno dall’altro quando ancora abbiamo bisogno di capire chi siamo.

Sono questo o sono quello?

E, soprattutto sentiamo necessario l’altrui riconoscimento per come e per quello che siamo.

Una cascata, un’ altalena di emozioni si alterna dentro ciascuno di noi finché le emozioni diventano azioni nel Laboratorio teatrale. Perché noi siamo ciò che avviene dentro di noi e solo quando riusciamo a percepirlo siamo in grado di gettare la maschera dell’omologazione ed accettarci per quello che siamo ed accettare l’altro così com’è. E ciascuno si accorge che esiste perché esiste anche l’altro e che la diversità è ricchezza e lo stare insieme è forza.

Da questa premessa nasce il testo dello spettacolo “UNO x DUE “

l’essere insieme nonostante la compresenza dell’incontro/scontro fra due opposizioni, fra due differenze, dentro e fuori ciascuno di noi.

A un mese di distanza ricordo con intensità il senso del testo ma sfumano le tante situazioni presentate, tratte da fiabe, che evidenziano, con grande attenzione al linguaggio, opposizione e condivisione in ogni situazione e in ogni essere umano. Mi è rimasta, invece, prepotentemente dentro l’immagine di una metamorfosi continua di energia che acquistava visibilità attraverso i corpi sempre in movimento e sempre tutti presenti sulla scena, i canti, le sonorità prodotte dal vivo (dai ragazzi “musicisti” dello stesso Istituto). Il testo era trasformato in azione dalle singole individualità sostenute e potenziate dall’azione corale che diventava scenografia di corpi. I corpi sempre in tensione dei trentotto allievi (dalla 5^ primaria alla 3^ secondaria di 1° grado) hanno riempito il palcoscenico per tutto il tempo della rappresentazione con i colori dei loro abiti di scena, la loro gioia e la loro energia.

Grazie… Margherita Dotta Rosso