Califfi...al bar del G.

 

 

 

 

 

 

COMMEDIA    di A M R Girani

ispirata a “Gli Arcangeli non giocano a flipper” di D. Fo

 

Risate, risate , risate…

Così si presenta la commedia“ CALIFFI…del bar del G.”, dove la realtà corre parallela all’ inverosimile… Qui le varie scene si intersecano, formando una catena originale e precisa…le musiche, i movimenti, gli elementi scenici formano un incastro completo e coinvolgente per il pubblico spettatore.

Protagonista principale dello spettacolo è il “Lungo”, una fonte di divertimento per gli amici del bar, che gli preparano ogni genere di scherzo strampalato allo scopo di divertirsi.

Durante un suo sogno, il protagonista si sposa con un’affascinante albanese…che poi “lascia” per recarsi a Roma dove si imbatte in lungaggini burocratiche, al fine di ottenere una pensione, che gli spetterebbe poiché mutilato di seconda categoria… Come soluzione temporanea viene rifilato al canile, da dove riesce a fuggire prima che la camera a gas lo porti all’altro mondo.

Da qui arriva in un treno, dove incrocia un ministro piuttosto inquadrato e con “la puzza sotto il naso”, a cui ruba pantaloni, valigia e persino il titolo di ministro.

A questo punto ritrova nuovamente la sua bella Angela (la giovane e ricca albanese) e vola verso…

Il suo risveglio, dove si avvera tutto ciò che aveva bramato  sposando la donna dei suoi sogni, nonostante i piani dei suoi compagni non prevedessero proprio questo…..

Tutto questo, ovviamente, è “condito” con gaffe comiche  e scene esilaranti, che fanno sì che lo spettacolo intrattenga costantemente lo spettatore e lo diverta perché in questo caso il pubblico è un po’ come gli amici del bar del G. ( ossia del Giambellino ) e noi attori siamo un po’ tutti “Lunghi”…

Daniele Calligaris

 

Il bar del Giambellino è un posto qualunque, puoi incontrare tanta gente…puttane, impiegati, insegnanti impomatati, ragazzi di strada; tipi strani, creduloni, ingenui quanto basta a non ritrovarsi nei soliti luoghi…quanto basta a sognare.

C’è come un muro fra noi e quegli anni che ormai si studiano solo sui libri di storia…non si ricorda…ma se di colpo ti immergi fra le cortine del palcoscenico c’è un copione a colori, anche la stampa è cambiata, ci sono parole a farti penetrare dentro quelle stesse emozioni.

Irreale esagerato frizzante…mani sporche di fabbrica ma non ci si piange sopra, è tutto pieno di promesse e ci si annerisce anche il viso guardando lontano, all’orizzonte coperto da palazzi case operaie, scale, ringhiere e latrine sui ballatoi.

…_FATEMI SCENDERE! CAPOTRENO!...APRITE!

_TRANQUILLO, APRO SUBITO, MA A SPALLATE STAVOLTA! TI INSEGNO IO A FARE IL FURBO CON CHI LAVORA! HAI FINITO DI FARE IL MINISTRO, COCCO BELLO!

_HAI FINITO DI FARE IL MINISTRO? MA CHE DICE? ACCIDENTI E’ CADUTO UN’ALTRA VOLTA IL GOVERNO…

…_SE VOGLIAMO CONOSCERCI, E’ MEGLIO COMINCIARE DALLA NOSTRA INFANZIA…IO MI RICORDO CHE, DA RAGAZZINO, ERO TALMENTE SVILUPPATO CHE A QUINDICI ANNI ME NE DAVANO ANCHE DIECI:

_IO MI RICORDO CHE DA RAGAZZINA ERO TALMENTE SVILUPPATA CHE A QUINDICI ANNI ME NE DAVANO ANCHE CINQUE.

_COME SAREBBE, COSI’ POCHI?

_CINQUECENTO, IN CONTANTI…

Sapreste dirmi qual è il confine tra sogno e realtà?...realismo e illusioni diventano quasi una litania: sogno realtà sogno realtà sogno…mi confondo? No, non mi confondo. Sapete…mi ricordo ancora di un quadro di Magritte, c’è un paesaggio, una spiaggia, vedi tutto da una finestra, è strano sembra infinita…il paesaggio continua in un quadro.

Il confine è una linea sottile, così sottile…allora il drammaturgo non era un anticipatore allora, non ci sono ancora risposte, allora ci sono solo ragazzi a guardare all’orizzonte a sognare di…che si realizzerà?

E. Mazzoni

                                                            ...i miei personaggi...e...