
Il bar del Giambellino è un posto qualunque, puoi incontrare tanta gente…puttane, impiegati, insegnanti impomatati, ragazzi di strada; tipi strani, creduloni, ingenui quanto basta a non ritrovarsi nei soliti luoghi…quanto basta a sognare.
C’è come un muro fra noi e quegli anni che ormai si studiano solo sui libri di storia…non si ricorda…ma se di colpo ti immergi fra le cortine del palcoscenico c’è un copione a colori, anche la stampa è cambiata, ci sono parole a farti penetrare dentro quelle stesse emozioni.
Irreale esagerato frizzante…mani sporche di fabbrica ma non ci si piange sopra, è tutto pieno di promesse e ci si annerisce anche il viso guardando lontano, all’orizzonte coperto da palazzi case operaie, scale, ringhiere e latrine sui ballatoi.
…_FATEMI SCENDERE! CAPOTRENO!...APRITE!
_TRANQUILLO, APRO SUBITO, MA A SPALLATE STAVOLTA! TI INSEGNO IO A FARE IL FURBO CON CHI LAVORA! HAI FINITO DI FARE IL MINISTRO, COCCO BELLO!
_HAI FINITO DI FARE IL MINISTRO? MA CHE DICE? ACCIDENTI E’ CADUTO UN’ALTRA VOLTA IL GOVERNO…
…_SE VOGLIAMO CONOSCERCI, E’ MEGLIO COMINCIARE DALLA NOSTRA INFANZIA…IO MI RICORDO CHE, DA RAGAZZINO, ERO TALMENTE SVILUPPATO CHE A QUINDICI ANNI ME NE DAVANO ANCHE DIECI:
_IO MI RICORDO CHE DA RAGAZZINA ERO TALMENTE SVILUPPATA CHE A QUINDICI ANNI ME NE DAVANO ANCHE CINQUE.
_COME SAREBBE, COSI’ POCHI?
_CINQUECENTO, IN CONTANTI…
Sapreste dirmi qual è il confine tra sogno e realtà?...realismo e illusioni diventano quasi una litania: sogno realtà sogno realtà sogno…mi confondo? No, non mi confondo. Sapete…mi ricordo ancora di un quadro di Magritte, c’è un paesaggio, una spiaggia, vedi tutto da una finestra, è strano sembra infinita…il paesaggio continua in un quadro.
Il confine è una linea sottile, così sottile…allora il drammaturgo non era un anticipatore allora, non ci sono ancora risposte, allora ci sono solo ragazzi a guardare all’orizzonte a sognare di…che si realizzerà?
E. Mazzoni