Commedia
ispirata a "Lisistrata" di Aristofane
e altri riferimenti testuali
Cosa c'è di più osceno della guerra???...
Riduzione del corpo a strumento di morte...
perdita della vita nelle modalità più atroci...
ultimo grido che coincide con il primo della nascita...
...infanzia che ritorna nella paura di dover morire...
...entrare nel nulla e scomparire.
E la guerra,
è là fuori,
fuori dalla scena.
Noi, proprio sulla scena abbiamo trovato le parole per esprimerla,
le parole adatte a descrivere l'inferno... a dirla in tutta la sua oscenità.
Abbiamo deciso di accompagnare il testo "originale"
con le struggenti parole di Tacito, la cruda realtà di Burzun e Ungaretti,
la forza sacerdotale di Eschilo e la densità tellurica di Giovanni Testori,
con un grande coro che si scuote nell'incalzante e perpetuo ritmo del canto.
La realtà della guerra è così smascherata nella sua concreta negatività,
come privazione dei diritti naturali.
Ironia, sarcasmo e comicità di un testo classico che,
purtroppo,
mantiene una scottante attualità.