Riflessione drammaturgica SPERIMENTALE 

ispirata a testi di B. Brecht, G. Hott, P. Levi

 

 

NON ...staccare lo sguardo

 

 

 

 

 

 

 

 

è necessario dare una speranza al domani, che è "adesso" e che non accadrà...più di quanto è successo.

è necessario che tutti i popoli possano esprimere liberamente la loro libertà, con il libero arbitrio, nel rispetto dell'altro.

è necessario che le religioni trovino una giusta lettura del creato, per dare speranza a chi non ce l'ha, o a chi l'ha persa.

è necessario che chi detiene il potere del mondo, politico e economico, pensi per le nazioni una pace vera e duratura.

ma prima di tutto occorre: ascolto, dialogo, confronto, accettazione, disponibilità.

allora tutto sarà più facile, per dare voce, alle nostre scelte di vita e dello spirito.


Ombre.

Sapete, ci sono spettri dovunque…

Oh, ma certo, chi non ha mai visto l’ombra di un palo nel sole? Io parlo anche di altri spettri, spettri silenziosi, discreti. Ogni uccellino ha il suo, e quando canta, al mattino, sussurrando nel fruscio delle foglie, è sempre con la sua ombra.

Che dite? NO, NON E’ L’ANIMA! Anima e ombra sono qualcosa di completamente diverso, perché spettro siamo noi, noi con tutto ciò che non accettiamo e che nascondiamo. Perché questo è solo celare. Giocare a nascondino diventa un passatempo per tutti, e allora tra le mura silenziose, credendoci inosservati, lasciamo emergere quella parte DIVERSA. Come quei volti…anche loro si nascondono dietro a fogli di giornale che smorzano la loro rabbia. Ne hanno PAURA, temono che li distrugga, perché non è permesso e allora quest’ira rimbalza da un corpo all’altro, senza che riusciamo a vedere i giornali bagnati di lacrime. No, non c’è tempo, e allora quella rabbia diviene passi affrettati di ballerini e soldati e una donna silenziosa che aspetta, stasera, la SUA rabbia.

La sua ombra, i suoi ricordi viaggiano a velocità pazzesche e c’è solo lo spettro che è anni e anni indietro, quando il suo io l’aveva condannata. E il suo spettro è lo spettro di migliaia di persone, numeri che sono lettere, cifre nuove identità per chiamare le ombre, rabbia da nascondere tra corpi rigidi, sguardi vacui sotto un cielo grigio e senza stelle: un’altra intrusa a cercare il suo passato, a riscoprire quel furore che aveva solo generato pazzia e nuovo furore, perché le ombre sono strane, e non si può mai capire appieno.

Non si può comprendere, MA PERCHE’ MAI dovrebbe essere giustificabile?

Ancora un’altra e vede gli occhi di un bambino che non ha neppure toccato ombre, è nato spettro-io FUSI insieme, e troppo poco tempo per sapere. Eppure c’è la stessa rabbia nei suoi occhi, le solite parole perse nel silenzio e recuperate, stasera, con una nuova pazzia da quelle donne.

Fa male, sì, però è necessario per dare forma a quelle ombre, per riordinare quella stanza e rallentare quella marcia e fermare questa rabbia struggente…così antica…

E’ ancora viva, nell’ombra di quel viso triangolare  occhi vivi a gridare: NON DIMENTICATE…NON...STACCATE LO SGUARDO!

e. mazzoni  

...i miei personnaggi