
...è un'idea (forse in via di realizzazione)...
...di Teatro Educativo come teatro diverso..........non teatro delle diversità...
...e...............................................................................................................
Non ha mercato. Nessuno compera gli spettacoli prodotti nei laboratori scolastici. E se un prodotto è senza mercato è davvero un prodotto? Di fronte a uno spettacolo di teatro della scuola ci si deve interrogare su molte questioni, oltre quelle estetiche, per poterne valutare la qualità e il senso.
Non ha riconoscimento esterno. Il "fuori" del teatro della scuola può essere solo una rassegna di teatro della scuola, ovvero sempre un "dentro", una sua autoreferenzialità, Perchè una rassegna di teatro educativo è ancora considerata un evento senza valore spettacolare, non è riconosciuta spettacolo. Basta leggere i resoconti cronachistici - pochi e di poca rilevanza - oppure basta riflettere sulla scarsa visibilità dei media. Eppure...cento rassegne di teatro scuola in Italia vogliono dire quasi cinquemila spettacoli prodotti ogni anno; che sommati a quelli che non approdano alle rassegne fanno un bel numero di eventi teatrali presenti nella vita culturale della penisola. E ogni volta che si produce spettacolo dal vivo - al di là del valore di qualità - credo che si faccia cultura, comunque, che è molto di più di circuitazione di prodotti confezionati altrove...
Non ha spazi propri. La scuola presta aule o sale riunioni: teatrini parrocchiali: auditorium: corridoi: palestre umide: tutto quanto è coperto e riscaldato è un regalo a insegnanti, ragazzi, operatori teatrali. Che si fanno bastare quello che gli viene concesso. E anzi ne fanno un uso creativo...
Non ha status culturale per gli operatori. Si, attori, registi, scenografi, tecnici, ballerini, fonici...quante professionalità riconosciute tali. Ma se ancora le scuole italiane fanno gare d'appalto a ribasso per avvalersi di operatori teatrali che si affianchino agli insegnanti...beh, se questo avviene ancora, dopo la firma di tanti protocolli d'intesa anche a livello ministeriale (...del 6 settembre 1995...del 12 giugno 1997...del 25 ottobre 2000), credo che una riflessione sia necessaria.
Allora...?...il teatro educativo è un impegno:
civile, per le istituzioni che lo organizzano
formativo, per gli insegnanti che lo producono
educativo, per alunni e studenti che lo vivono
Il teatro educativo esiste perché è pensante, nella ricerca dei modi migliori per...esistere.
Mostra i "mostri": insegnanti, operatori, ragazzi, organizzatori, genitori...tutti soggetti che mostrano, nella concretezza del fare, come sia possibile stare nel presente di una collettività e di una civiltà in modo consapevole, attivo, divertito ed emozionante.
La nostra Associazione, ormai da alcuni anni, sta sperimentando un percorso di ricerca metodologica in tema di teatro-educazione (...da insegnanti-teatranti a teatranti-insegnanti). |